Una donna affetta da ipotiroidismo in corso di vita fertile e che desidera una gravidanza deve rivolgersi al proprio endocrinologo prima del concepimento, per eseguire una adeguata preparazione al concepimento. Gli ormoni tiroidei sono indispensabili per lo sviluppo cerebrale fetale e per questo correggere un’eventuale disfunzione della tiroide prima del concepimento è importante per evitare complicanze sull’esito della gestazione. Inoltre, nelle prime settimane di gravidanza, la tiroide del feto non è ancora adeguatamente sviluppata e quindi non è in grado di produrre i propri ormoni; risulta quindi basilare fornire al bambino gli ormoni di cui ha bisogno attraverso la supplementazione materna, se necessaria. 

Cosa fare in fase preconcezionale (in preparazione alla gravidanza):

  • donne con problema di tiroide che desiderano una gravidanza dovrebbero controllare lo stato ormale tiroideo e anticorpale per valutare la necessità di supplementazioni  (TSH, FT4, anticorpi contro la tiroide: anticorpi anti tireoperossidasi – AbTPO – ed anti-tireoglobulina -AbTg)
  •  per formare i propri ormoni la tiroide ha bisogno dello iodio. Lo iodio è un elemento che viene assunto dalla dieta (pesce, crostacei, latte, uova) ma spesso è difficile assumerne le giuste quantità richieste. Il modo più semplice per aumentare la quantità di iodio è attraverso il sale iodato.  
  • una donna adulta ha necessità di assumere circa 150 mcg di iodio al giorno, mentre il fabbisogno in gravidanza e allattamento aumenta fino a 250 mcg. Per incrementare la dose di iodio esistono anche degli integratori (come i multivitaminici consigliati in gravidanza).
  • pazienti in terapia con levotiroixina non devono eseguire supplementazione iodica!

Cosa fare in corso di gravidanza: 

  • rivalutare la funzione tiroidea ed informare l’endocrinologo o il medico di riferimento appena viene accertata la gravidanza
  • chi assume già levotiroxina deve proseguire la terapia in corso di gravidanza e deve incrementare il dosaggio secondo le indicazioni del proprio endocrinologo; 
  • durante la gravidanza è importante proseguire il monitoraggio della funzione tiroidea.

Cosa fare nel primo post-partum: 

  • dopo il parto, il fabbisogno di ormone tiroideo si riduce. Le mamme che assumevano la levotiroxina già prima del concepimento devono tornare alla loro dose pre-gravidica, mentre coloro che hanno iniziato la terapia durante la gravidanza possono anche non averne più bisogno (di solito se il dosaggio è < di 50 mcg al giorno);
  •  andrà rivalutata la funzione tiroidea dopo circa 6 settimane dal parto per ridurre o sospendere la dose.

Importante: 

Nel post-partum può presentarsi una patologia tiroidea autoimmune chiamata tiroidite post-partum. Questa condizione si presenta entro i primi 12 mesi dal parto con un picco tra il 2 e il 6 mese. 

Durante la gravidanza il sistema immunitario della mamma si modula per proteggere il feto dagli anticorpi; dopo il parto il sistema immunitario della madre può riattivarsi, favorendo lo sviluppo di patologie autoimmuni o il peggioramento di patologie immunologiche pre-esistenti. 

La tiroidite postpartum è in genere transitoria e può manifestarsi e si manifesta con una fase iniziale di ipertiroidismo caratterizzata da sintomi come stanchezza, irritabilità e palpitazioni; successivamente a questa fase di solito si ha un ipotiroidismo (con sintomi come stanchezza, depressione, aumento di peso, difficoltà alla concentrazione). Tale condizione è di solito reversibile e il ripristino dell’eutiroidismo è molto comune, ma in alcuni casi può esserci la persitenza di ipotirodismo e la necessità di intraprendere una terapia sostitutiva. 

In caso di sintomatologia sospetta dopo il parto, è bene rivolgersi al medico.  

Cosa fare in corso di allattamento: 

La terapia con levotiroxina è assolutamente sicura in corso di allattamento, pertanto non ci sono controindicazioni. 

Durante l’allattamento è fondamentale che la madre prosegua l’assunzione di iodio per permettere al neonato di accedere alle giuste quantità mediante il latte materno. Infatti, il funzionamento della ghiandola tiroidea del neonato ha bisogno di una adeguata supplementazione attraverso il latte materno. 

L’ormone tiroideo è molto importante per la crescita, infatti nei primi giorni di vita viene eseguito lo screening per ipotirodismo congenito tramite un prelievo di sangue dal tallone. Questo permette di individuare malfunzionamenti della tiroide in fase molto precoce così da poter intervenire tempestivamente con la terapia.

Gravidanza e tiroidite cronica autoimmune (TCA, tiroidite di Hashimoto):

  • se la donna è in eutiroidismo (TSH<4 mU/L) si deve eseguire un controllo pre gravidanza e poi ogni mese fino a metà gravidanza, successivamente una volta intorno alla 30esima settimana
  • non ci sono dati sul miglioramento della fertilità in pazienti in ipotiroidismo a determinati target di TSH
  • l’uso di levotiroxina in pazienti con TCA in eutiroidismo migliora i tassi di nascita pretermine e aborti spontanei in caso di poliabortività
  • il selenio: non raccomandata la supplementazione, ma ci sono dati che mostrano una lieve riduzione del titolo degli anticorpi 
  • Le opzioni “monitoraggio” e “terapia preventiva” sono percorribili entrambe dopo attenta discussione tra medico specialista e paziente

Tiroide e PMA

  • nelle pazienti infertili con ipotiridoismo franco che desiderano una gravidanza è raccomandata la terapia con levotiroxina;
  • Il target di TSH in queste pazienti è <2.5 mU/L;
  • La funzionalità tiroidea è da ricontrollare sia prima che 1-2 settima e dopo la stimolazione ovarica e prima del transfer embrionale;
  • non è raccomandato l’uso di tri-iodiotironina (t3) in gravidanza perchè riduce in maniera inappropriata il TSH senza aumentare fT4 materno, quindi il passaggio al feto di ormone tiroideo
  • Non ci sono ulteriori accertamenti da fare se non la valutazione ematica del profilo ormonale

  *** Le informazioni sotto riportate non intendono sostituire il programma diagnostico, il parere ed il trattamento consigliato dal vostro endocrinologo. In caso di condizioni di interesse medico o quesiti medici, consultate sempre il vostro medico o lo specialista. ***   

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